mercoledì 22 settembre 2010

Dondolo
nel baricentro dei tuo occhi
in cui convoglia il mio sentire.

Accarezzo
la patina delle tue parole
che mi scavano l'anima.

Vorrei viaggiare
con il tuo sangue
allenato al ritmo del cuore.

domenica 25 luglio 2010

Quello che ci voleva era una lunga passeggiata per il Regent Canal, da Hoxton sino a Camden, andata e ritorno. L'acqua del canale e la strada hanno rallentato lo svolgersi dei pensieri, riportandomi alla natura. E una volta arrivata a destinazione, seduta in riva al Regent, un uomo mi ha donato parole. E ho capito in piccoli frangenti, il mio senso qui. O meglio l'ho riafferrato. In solitudine ho riprovato l'ebbrezza del viaggio in un posto conosciutissimo, la possibilità di arricchirsi con gente di tutto il mondo.
Abbiamo bisogno di ossigenare il cervello, come diceva Alì. Nasciamo semplici e poi diventiamo individualisti. Dovremmo ritornare alla semplicità. Hai bisogno di una chitarra? Regala la tua armonica. Parti? Lascia la chitarra e fatti fare un buon piatto di pasta. Alì, l'egiziano, mi ha parlato della felicità, che è diversa dal piacere. Il cibo è un piacere, il sesso è un piacere, sentirsi dire "bravo" è un piacere. Dire a sè stessi "bravo" quella è felicità, la conquista di un qualcosa di semplice che ha appagato l'animo. Un tempo avevo imparato ad avere lo zaino leggero, ora è diventato pesantissimo, ma come mi ha detto ALì il mio corpo non può sopportare più di venti chili se voglio viaggiare. Devo ricominciare a svuotarlo. Era quello che mi aveva insegnato anche Cindy anni addietro, quello che la vita mi aveva messo davanti agli occhi. Stavo dimenticando il senso delle cose, e oggi tutto si manifesta come un tempo.
Devo passare più tempo con me stessa, camminare sola per conoscere altra gente e assorbire punti di vista nuovi.
"Londra è il centro del mondo", ripeteva Alì guardando la moltitudine di gente affacciata sul canale. E da ognuno bisogna imparare.
Al ritorno le gambe le sentivo pesanti, ma il mio respiro aveva riacquistato il suo ritmo, e i pensieri erano ridimensionati.
E Londra mi appariva bella. Ho salutato ogni singola persona che mi guardava, con un sorriso, e mi sono riempita dei sorrisi altrui.
Nella nostra solitudine dobbiamo cercare di captare l'energia dei satelliti che ci gravitano attorno, e se possible restituirla. In questi giorni ho capito che sono importante a me stessa, ma essenziale a nessuno e che tutti stanno benissimo anche senza me. è una lezione di umiltà che ho ricevuto. Per questo bisogna cercare di trovare il proprio senso all'interno di sé valorizzando le sfumature che ogni giorno la vita dona, in un continuo dare e ricevere.

mercoledì 21 luglio 2010

Retrospettive d'ingranaggi
s'acquietano
sotto il manto dell'apparenza.

Tace il vero
il sorriso plastico
che esce di scena.

Rivolo di trucco
si mischia al sonno.
Si sgretola l'argilla.

sabato 5 giugno 2010

La pittura a olio
sulle mani
e un'ampolla
di parole.

Le bolle di sapone
raccolgono frammenti di sole
e vola il baco
dimentico d' ali.

Ritratti
sugli occhi
e scarpe
di sogni.

La farfalla
saluta l'ultimo giorno
e le corolle
si inchinano riconoscendola.

mercoledì 2 giugno 2010

SEI NELL'ANIMA



Corro sotto la pioggia piangendo. Non riesco a controllare le emozioni che mi sgorgano dentro. L'immobile dentro si è liberato, e ho risentito. Il fiume grosso della mia anima è straripato portandomi alla deriva e lì ci siamo incontrati tra le onde, prima di ritrovarci lontani.
Meravigliosa la tua voce che mi ricorda chi sono, e i nostri sorrisi sono sparati nell'universo delle immagini eterne..e così ci ricordo...con gli occhi grandi e da bambini, con le mani intrecciate e lo zaino in spalla.
"Quanta tenerezza, non fa più paura...sei nell'anima e lì ti lascio per sempre, sospeso e immobile, fermo immagine, un segno che non passa mai..."

venerdì 28 maggio 2010

Scrivo queste due righe per ringraziare Dio, perché mi da sempre segni della sua presenza e quando chiedo risponde... "Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto"...
In the name of Jesus...

martedì 25 maggio 2010

Il mare..

Vinicio Capossela rompe il silenzio di una notte buia. Lo schermo le illumina i capelli e fuori, dalla finestra il cielo scuro, sfumato dalle luci di Canary Wharf e da una Londra notturna.
Seduta sul letto, indovinando tasti sotto le dita, scrive mista di emozioni e pensieri. Cosa insegua non lo sa. L' instabilità le culla l'anima e la voglia di andare la sente sotto la pianta dei piedi, che le formicolano.
Il sonno stenta ad arrivare in una notte che le confonde le idee.
Sono belle le luci che puntellano le ombre, accogliente un letto tutto proprio con vista sulla città.
I ricordi sono tanti, e anche le immagini...
Che cos'è l'amor...e seduta su una sdraio sorseggia il Mojito ghiacciato mentre balli frenetici alzano la sabbia e le luci si riflettono sul mare...
Le manca il mare, ne sente l'odore, le onde che sbattono le puliscono l'anima mentre i piedi strofinano la battigia bagnata in una piacevole notte con la brezza fresca che tempra il corpo.
Ha bisogno del suo mare, un sentimento fisico, un'appartenenza atavica, richiamo primordiale.
La salsedine le gonfia i capelli, ma si sente felice. Sarà sveglia tutta la notte.
"Scivola vai via" in una notte londinese imbrattata dal richiamo dell'isola delle sirene. La notte amica fa sentire a casa. E Londra in questo piccolo spazio non è più Londra...è mare, mare buio, profondo, in cui immerge i suoi sogni.