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mercoledì 11 luglio 2012

NOI, EMIGRATI.

Non lo avevo mai sentito prima questo sentimento. Straniera si, ogni volta che cercavo di intrecciare tre parole alla ricerca di una frase elementare per potermi esprimere e tutto mi sembrava così incredibilmente difficile. Ora il cervello si è emancipato dalla condizione di ignoranza e di timidezza, e canali oscuri si sono aperti automaticamente dopo qualche anno.
Non estranea, ma emigrata. Ho visto la stessa sensazione anche negli occhi di Tony, l'altra sera, quando Angelo gli ha regalato Alessandra, il cd dei Pooh. L'Italia per lui si è fermata a quella musica e l'Inghilterra e la sua pioggia vengono rapidamente inghiottite dalla Sicilia dei suoi ricordi quando l'ascolta. Ritorna appena ventenne e sospira un "questo è poesia". Cosa succede di là quando noi siamo di qua? Cresciamo in un mondo a parte, fissiamo il nostro andare in terreni incerti aggrappandoci a quello che ci capita, amici di una sera diventano grandi compagni di avventura, un'emozione mista di sopravvivenza e profondità. Ma voi di là? Siete gli amici di una vita, incatenati a attimi che abbiamo cucito nell'anima, da cui attingiamo sorrisi in momenti difficili e a cui affidiamo la speranza di un abbraccio in un eventuale ritorno futuro. La famiglia non manca mai. Quella la si ha marchiata dentro e nessuna lontananza intacca la sicurezza di un sentimento istintivo e primordiale...ci sono solo i capelli sempre piu' bianchi di papa' a ricordarmi che il tempo mi ruba attimi...di là...è come essere parallelamente in due vite, ma non essere mai pienamente in un una. Il futuro è un giorno, dopo un altro e un altro ancora. Non ho pensieri per i quali il futuro vada oltre un anno, potrei spostarmi ancora, potrei continuare qui a lavorare a lungo, potrei tornare...La prospettiva di un ritorno è davvero lontana, ma questo non si dice mai, non si può ammettere, fa male all'anima e anche alla famiglia, agli amici. Prima o poi si torna. Casa è sempre casa. Ma quest'estate non posso. Lavoro. Non ho più ferie. Però Anna a settembre si sposa e lì no, non posso proprio mancare...sarà uno di quei momenti in cui guardando le mie amiche di sempre penserò che il tempo non è mai andato via...
Tony ha passato così gli ultimi venticinque anni della sua vita. Torna l'estate per qualche settimana in Italia. E quando parla mi fa ridere, traduce dall'inglese all'Italiano. Ha figli italo-inglesi e la pioggia ormi non lo disturba più, è parte del paesaggio quanto un albero che entra ogni giorno nella sua prospettiva. Ah ma quanto era bello avere il sole e il Mediterraneo caldo... E io aggiungerei tante altre cose che non mi mancano solo nella mente, ma che il corpo chiama come un'esigenza fisica alla quale si deve astenere.
Tony ha 53 anni e ancora parla di voler ritornare a vivere in Italia. Ma forse questa volta lo fa davvero...forse prende e parte verso il caldo, l'isola, gli arancini. Nel frattempo io e lui cantiamo e abbiamo i brividi..."Noi due nel mondo e nell'anima", lui inseguendo lo sguardo di qualche bella siciliana, nel pieno della giovinezza, io piccola, ad ascoltare mia madre mentre la canta...

giovedì 23 febbraio 2012

Granada, città del sole e dei fior, il mio canto è l'ultimo addio d'un nostalgico cuor!



Eccola bruciare una biblioteca di saperi. Dove vaghi a quest'ora mentre mani trasportano il tuo feretro in Chiesa per l'ultimo saluto? Ti immagino spiare questa processione e anch'io la spio da qui. Forse siamo su due nuvole prossime. Ti posso anche vedere. Non sono venuta per l'addio al tuo vecchio corpo. Preferisco ricordarti nei nostri ultimi abbracci, quando ti aiutavo a ingoiare l'acqua in gel e i tuoi occhi azzurri mantenevano la stessa espressione fiera di sempre. E ti sforzavi a parlarmi contro la gravità di una lingua ormai intrecciata nella bocca. Mi hai detto che morivi e ti ho chiesto se avessi paura. Hai scosso la testa, ormai non potevi fare altro. Ma ti capivo. I tuoi occhi li ho impressi nell' anima.
Forse non ci eravamo mai guardati così da vicino. Quel giorno ho cantato per te, accarezzandoti l'addome affaticato.In genere eri tu quello che mi cantava sogni andati di gioventù con la tua voce possente: Granada di Claudio Villa era un'esalazione di brezza marina che veniva dalla costa, i tuoi polmoni si aprivano ed eccoti emettere note nella tua espressione piu' orgogliosa e allegra. Io ero più per la danza. Mi chiedevi di ballare la pizzica ed eccoci a saltellare qui e lì. Anche l'ultima settimana hai assecondato la mia volontà. Hai voluto ascoltarla la pizzica, da quanto nonno non la sentivamo insieme? E hai detto che non sono pazza, come dice mio padre. Sei solo scoppiato in una grossa risata quando ti ho raccontato della mia Odissea per venirti a salutare. L'ultimo fiato che ti rimaneva nei polmoni lo hai usato per ridere. "Non sono pazza", io che ho il tuo stesso orecchio.. nessun altro come noi in famiglia. Io che ho preso la tua voce e forse la tua memoria per le poesie e i numeri.
Caro vecchio, ricordo quiando da bambina mi portavi con te sulla casa sul mare, di fronte alla tua, e si faceva festa con le fisarmoniche. Ricordo che mi emozionavo. È una delle più belle memorie che ho con te.
Tu che sei stato sempre il bruto, il minaccioso, l'uomo severo, con me non riuscivi a trattenere le risate quando venivo e di sorpresa ti strizzavo i capezzoli nelle calde notti d'estate e mi gridavi contro, poi, con il bastone alzato...
Sono ancora dispiaciuta per non aver imparato l'arte dei cesti da te. Ma mi ci impegnerò.
A quest'ora il tuo corpo inerme è in Chiesa e il prete ha cominciato la sua Messa. La nonna la immagino al primo banco con il suo solito rosario. Fossi vivo la guarderesti in tono minaccioso. Non ti sono mai piaciute le ostentazioni. Papà e la zia anch'essi in prima fila rimangono in silnzio e forse ricordano la propria infanzia. Non hanno avuto vita facile con un padre come te, ma ti hanno perdonato. Ho visto papà con una delle espressioni piu' amorevoli che un uomo possa avere quando ti prendeva in braccio e ti metteva a sedere e quando, per salutarti, sfiorava il tuo naso con il suo. La tua malattia ha ristablito quel filo umano e d'amore e i tuoi occhi lo hanno ringraziato in silenzio. E poi è arrivato il giorno in cui ti ho detto che ripartivo e dovevo salutarti. Sei scoppiato a piangere. Ti ho detto che sarei tornata a trovarti, che avevo ferie disponibili. Ma sapevamo entrambi che mentivo, che era il nostro saluto finale. Ero tornata per quello da te, nonno. Mi avevi chiamata in sogno. Hai pianto forte, io ho trattenuto le lacrime a stento e me ne sono andata. Ora sei andato tu via. E ti spio spiare i tuoi parenti. Deve essere triste, ma è tutto così distante ora, quasi insonoro..prevale solo il rumore del vento da lassù e apri i polmoni:
"Granada,
città del sole e dei fior,
il mio canto è l'ultimo addio
d'un nostalgico cuor!
Canterò
la mia canzon gitana!...
Canterò,
e con le lagrime
la terra ancor bacerò!"

domenica 25 luglio 2010

Quello che ci voleva era una lunga passeggiata per il Regent Canal, da Hoxton sino a Camden, andata e ritorno. L'acqua del canale e la strada hanno rallentato lo svolgersi dei pensieri, riportandomi alla natura. E una volta arrivata a destinazione, seduta in riva al Regent, un uomo mi ha donato parole. E ho capito in piccoli frangenti, il mio senso qui. O meglio l'ho riafferrato. In solitudine ho riprovato l'ebbrezza del viaggio in un posto conosciutissimo, la possibilità di arricchirsi con gente di tutto il mondo.
Abbiamo bisogno di ossigenare il cervello, come diceva Alì. Nasciamo semplici e poi diventiamo individualisti. Dovremmo ritornare alla semplicità. Hai bisogno di una chitarra? Regala la tua armonica. Parti? Lascia la chitarra e fatti fare un buon piatto di pasta. Alì, l'egiziano, mi ha parlato della felicità, che è diversa dal piacere. Il cibo è un piacere, il sesso è un piacere, sentirsi dire "bravo" è un piacere. Dire a sè stessi "bravo" quella è felicità, la conquista di un qualcosa di semplice che ha appagato l'animo. Un tempo avevo imparato ad avere lo zaino leggero, ora è diventato pesantissimo, ma come mi ha detto ALì il mio corpo non può sopportare più di venti chili se voglio viaggiare. Devo ricominciare a svuotarlo. Era quello che mi aveva insegnato anche Cindy anni addietro, quello che la vita mi aveva messo davanti agli occhi. Stavo dimenticando il senso delle cose, e oggi tutto si manifesta come un tempo.
Devo passare più tempo con me stessa, camminare sola per conoscere altra gente e assorbire punti di vista nuovi.
"Londra è il centro del mondo", ripeteva Alì guardando la moltitudine di gente affacciata sul canale. E da ognuno bisogna imparare.
Al ritorno le gambe le sentivo pesanti, ma il mio respiro aveva riacquistato il suo ritmo, e i pensieri erano ridimensionati.
E Londra mi appariva bella. Ho salutato ogni singola persona che mi guardava, con un sorriso, e mi sono riempita dei sorrisi altrui.
Nella nostra solitudine dobbiamo cercare di captare l'energia dei satelliti che ci gravitano attorno, e se possible restituirla. In questi giorni ho capito che sono importante a me stessa, ma essenziale a nessuno e che tutti stanno benissimo anche senza me. è una lezione di umiltà che ho ricevuto. Per questo bisogna cercare di trovare il proprio senso all'interno di sé valorizzando le sfumature che ogni giorno la vita dona, in un continuo dare e ricevere.

venerdì 17 aprile 2009

ULTIMO DIA DE TRABALHO

Le azioni si svolgono consuete. Suona la sveglia e mi tiro giù dal letto, in una sequenza più rallentata delle altre questa mattina...Mi lavo, piccola colazione e giù per rua Filipe Nery, largo do Rato e svolta a sinistra in Rua de Salitre. Cinque minuti e sono all'Istituto Italiano di Cultura, con il mio solito ritardo di mezz'ora. Riccardo come al solito non è ancora arrivato, fa sempre più tardi. Prendo i giornali, salgo in biblioteca, li timbro e li espongo. Il Corriere della Sera è puntuale, la Repubblica arriva sempre in ritardo di un giorno.
Accendo i computer, controllo la mia posta e scendo da Fabrizio per chiedergli novità, o articoli da scrivere, o rassegna stampa da recuperare...
È nuvoloso oggi il cielo, piove, come fa da più di una settimana ormai. È la solita ripetizione del mandala, il cerchio, e io che cammino intorno: sono arrivata con la pioggia qui a Lisbona, vado via con la pioggia. L'intermezzo è di sole, ma già appare lontano, come vita vissuta, cicatrizzata addosso, ma già dimenticata, come quei tatuaggi che si dimentica di avere perché passano sempre sotto gli occhi. Lisbona già non è più mia, ripenso al ritorno, a quello che ho lasciato lì, e che probabilmente non riprenderò, ai miei impegni di sempre...
O forse Lisbona è più mia di quanto possa pensare..Il flashback torna alla fine, quando comprendi di non possedere più quella realtà e le immagini si fanno più fitte. Il mio cuore stamattina canta FADO...

giovedì 9 aprile 2009

DOMANI, VENERDÌ SANTO...

Oggi è lutto nazionale in Italia..Posso immaginare l'aria pesante e triste che si respira, e in questo momento mi spiace essere lontana dalla mia terra...

Io domani andrò in Galizia, a vedere Maria, mi hermana che non vedo da due anni..Sarà bello il re-incontro, e la notte di Pasqua sarò a Santiago a riabbracciare Raquel, mi hermana tambien! Sono quelle persone che si incontrano per strada e sai che puoi non rivederle per tanto tempo, ma ti entrano dentro e le designi come tua famiglia nel mondo...Sono felice..

Tuttavia non posso esimermi dal pensare ai funerali che domani si terranno all'Aquila, a mio fratello che sarà lì in nome della Guardia Costiera e che farà da scorta alle bare, a tutte le persone afflitte che non hanno più parenti, a chi ha perso la vita, a chi non ha più una casa...

lunedì 6 aprile 2009

TREMAaAaAaAaAaAaAaAaAa

Ho appena appreso per voce di mio fratello del catastrofico terremoto all'Aquila. Ho visitato il sito di Repubblica.
Mi colpisce la notizia, mi tocca dentro profondamente. Pensiamo di avere una casa, un posto sicuro, pensiamo al futuro, accumuliamo..e all'improvviso niente, non una casa, non un posto, forse nemmeno la vita...Pensiamo al domani mentre la terra trema e ci toglie manie d'onnipotenza e d'eternità,ci rende polvere tra la polvere...e ci ritroviamo in fila per ricevere un pasto caldo dai soccorsi.
Mi fa pensare che dovremmo vivere bene ogni signolo giorno, godere della felicità dell'anima...amare...aiutare gli altri...

venerdì 27 marzo 2009

PENSIERI DISORDINATI SOTTO UNA LISBONA ASSOLATA

...Che dal punto in cui sono se il Tejo si alza un po' mi ingoia...

Vedo un vecchio stanco adagiato su alcune scale con uno sguardo bambino che ha voce di casa
...come quei braccialetti multi-colore attaccati a una borsa.
Mi guarda la porta del tempio

...Che se il Tejo mi ingoia posso passare dentro quella porta...

La ragazza dal corpo esile, bianco come le pagina di una moleskine giace su una panchina guardando l'orizzonte, e quel vestitino nero le scivola addosso come una traccia d'inchiostro gettata nell'aria..
Prezioso è il sapore di una mela mangiata con tutta la buccia senza che sia lavata, mentre il sole ti accarezza la testa

...Che se nuoto dentro la porta del tempio sacro posso seguire la linea spirituale che mi conduce in alto...

Anche loro sono prossimi al Tejo, a incorniciare la vista in un'istantanea eterna. Si inginocchiano nel luogo sacro inconsapevoli..certo questa forza li piega..
Mi sorride l'estranea e non mi sento estranea
...come quei gabbiani che cambiano porto e poi si fermano sulle due colonne, come vedette del cielo a vigilare il passaggio

...Che se vado in alto posso vigilare anch'io: da lì la vista di Lisbona è ineguagliabie...

A volte manca la condivisione dell'esperienza, la bellezza di narrare e specchiarsi negli occhi curiosi dell'altro, viaggio da sola per scoprire me stessa e ci scruto la pienezza che solo gli altri possono darti

Il Tejo si gonfia
Mi preparo a esserne risucchiata
Comincia il percorso dell'ascensione..
Sono stanca.. è sempre tutto difficile...
stare insieme anche quando ci si ama..nella paura di sentirsi asfissiati,di un impossibile futuro, e di un ipotetico tradimento...difficile l'istante dell'amore..lo si copre con pensieri, falsità e possessività...cercavo di lasciarmi andare...ma è tutto sempre così difficile...sono delusa..sempre di più... Torno a pensare che sono fatta per l'amore, quello platonico, ma non sono fatta per le relazioni, non riesco a gestirle, sono caotica e odio la routine...Sono troppo disillusa...mi sono stancata...
Questa volta ci provavo davvero...

martedì 24 marzo 2009

Ci sono giorni fatti di notti troppo corte
e poi il sole non gira per il verso giusto
anzi è tutto un capogiro.
Ho sonno.
Il sole di Lisbona è meraviglioso, da più di un mese ormai..
Io amo
ma mi confondo
nel mio fare incerto
e nella voglia di evasione di sempre
di non appartenenza
di estraneità
solitudine..
non sono fatta per le costrizioni...
che mente contorta...
dovrei dormire di più...

mercoledì 4 marzo 2009

Di notte...


(Fontana, Lisboa)

è la notte che mi agguanta con la sua aria di malinconia parlandomi la musica dell'assenza...e lo so che "io non sono sola anche quando sono sola", ma la sento questa mia carne...e mi mancano abbracci, visi familiari, respiri cari...da quanto non sono abbracciata?? Mesi ormai...mi mancano le mie amiche, a cui mi avvicinavo facendo le fusa come un gatto e che mi accarezzavano la testa, quando mi sentivo sola e la cioccolata non sopperiva, mi mancano le braccia di mio padre e i baci di mia madre, mi mancano i miei amici, e il respiro di chi mi riempiva il cuore..

lunedì 2 marzo 2009

E quando credi di avercela fatta, ecco di nuovo l'aguzzino ad aspettarti dietro l'angolo...Stavolta non capisci perchè ti insegue, ma con la coda dell'occhio capisci che sia meglio cambiare strada, per la tua vita...
Torna la pioggia su Lisbona e mi avvolge con il suo cielo che mi copre, quasi volesse proteggermi, tenermi lontana da tutto, ma finisce per soffocarmi...
È una ruota, un mandala, tutto ritorna...è il ciclo della vita...
Stesso umore, stesso tempo...
Cammino sola, in guardia, e mi soffermo su un numero a me prezioso, indice del mio cammino...sospesa tra la terra e il cielo...

venerdì 20 febbraio 2009

La felicità

Comincio a pensare che la felicità sia dentro di noi, non fuori. Dentro abbiamo tutti gli strumenti per essere felici: siamo microcosmi che si incontrano con altri microcosmi. La felicità è una comunione tra microcosmi. è la ricerca di un equilibrio interiore che viene con il silenzio, la meditazione, la solitudine. è qualcosa che si costruisce con l'allenamento, e l'equilibrio raggiunto non è qualcosa di statico, ma di dinamico: è la capacità della nostra mente di essere elastica, di sapersi adattare alle situazioni, di riuscire a trovare un senso utile alla costruzione del proprio sè..quello che ci è intorno, chi ci è attorno è un surplus che serve ad alimentare in positivo o in negativo tutto ciò che abbiamo già..l'amore, ad esempio, ci riempie perchè ci da un nuovo senso, una nuova ottica per guardare il mondo, ci fa sentire utili...tutto passa attraverso la sensazione di noi...se raggiungiamo quell'equilibrio dinamico, sarà più facile amplificare le sensazioni belle e dominare le negative, cercando di non far precipitare il proprio umore conseguentemente agli eventi esterni..Non si può trovare la felicità all'esterno..come dicono gli economisti "i desideri sono infiniti" e noi non faremmo altro che proseguire nella cieca insoddisfazione, illudendoci di avere e seminando solo polvere...

mercoledì 18 febbraio 2009

SOLA CON IL MIO RIFLESSO...


"Sono prigioniero con la porta aperta", è una frase che mi ritorna in testa, non ricordo nemmeno di chi sia, letta su su un libro di psichiatria quando ero più piccola..Torno a sfogarmi su un blog, illudendomi di avere "amici" che mi ascoltino. Mi sento tanto sola in questa stupenda capitale portoghese...Il tirocinio all'Istituto Italiano di Cultura mi riempie l'intera gornata, e quando esco alle 18 ho due scelte: quella di tornare a casa a riposarmi un po' o quella di starmene un po' in giro (generalmente è quella che preferisco). Ultimamente ho anche il pensiero della tesi in testa, che mi fa deviare per casa, ma una volta arrivata a casa non riesco a studiare...Ho bisogno di luoghi diversi dai miei soliti contesti per riuscire a concentrarmi...Sento che non sto vivendo Lisbona come dovrei e questo mi fa stare male. Arrivata la sera, non so con chi uscire, e spesso rimango in casa, gettata su questo computer che comincio ad odiare (ho già eliminto facebook, che sia il totale annullamento da internet l'alternativa a vivermi ciò che ho attorno?)...Non so se sia il caso di uscire da sola la sera..Ebbene, non riesco a farmi degli amici..I portoghesi sono riservati, a lavoro sono la più piccola, tutti hanno la propria vita, la propria famiglia...A casa vivo con due donne di S.Tomè (di 52 e30 anni), simpaticissime entrambe, ma troppo stanche la sera per starsene in giro e, ahimè, sono in cattivi rapporti tra loro così ognuna rimane nella propria stanza. Abito inoltre con due ragazzi portoghesi di 21 e 24 anni, ma per quanto mi sforzi di parlare con loro e fare amicizia, arrivata la sera o non ci sono o rimangono anche loro in camera. A volte mi sento così tanto sola. I primi giorni combattevo contro questo stato d'animo, giravo alla costante ricerca di amici, adesso sembra quasi che io mi stia arrendendo e il che mi innervosisce..Non che voglia uscire sempre o fare chissà che, ma mi manca un'amica con cui parlare, con cui condividere pensieri. A volte mi sento davvero impazzire. Penso che mi farà bene quest'esperienza: scavo dentro me, in questo silenzio che mi fa conoscere di più, ma a volte mi guardo allo specchio e mi vedo più invecchiata: che non abbia più la forza di un tempo?
è dura, è dura..Ho bisogno di un po' di spirito di avventura che mi rianimi...

venerdì 30 gennaio 2009

HO CONQUISTATO LISBONA


Vista del Tejo dalla parte più alta del Parque Eduardo VII e da Marquês de Pombal.

Dalla prossimità sfugge il senso delle cose; la distanza aiuta a comprendere il tutto.
Ieri l'ho sentita nel cuore Lisboa, ne sono diventata parte, ero pioggia tra la pioggia, canto nel cielo, musica e malinconia. Ho visto il Tejo. Ho ascoltato Dulce Pontes, mentre scorgevo il fiume, dall'alto. Nuove prospettive, nuovi sensi: ho capito d'improvviso il fado e la saudade, ho respirato per la prima volta la vera essenza di Lisbona. È una città malinconica: mi renderà la scrittura, e il ricordo di amori andati...

mercoledì 28 gennaio 2009

Continua a piovere a Lisbona. Si tratta di quella pioggerella sottile, che ti bagna ma la vedi a stento A CHUVA DE MOLHE TOLO, così chiamata in riferimento ad una pioggia matta.. Oggi sono uscita senza ombrello lasciandomi bagnare il viso. Voglio essere a stretto contatto con questa terra, conoscerla, divenirne parte.
Devoo mettere da parte un attimo la mia cara Italia, e tutto ciò che contiene, legami, ricordi...Altrimenti non riesco... Non mi piace rimanere legata a dei fili, non mi piacciono le attese. Ho poco tempo qui, e devo viverlo..

mercoledì 31 dicembre 2008

TIRIAMO LE SOMME...


Bene, anche quest'anno il 31 dicembre diviene momento di meditazione, nel riconsiderare cosa di buono si sia costruito e cosa di meglio si poteva fare... Mi volto indietro e vedo il primo gennaio, un po' triste direi, pieno di malinconia.. festeggiato con gente estranea (a parte Debora, che ovviamente è stata un costante di qest'anno, ma oggi ha la febbre...sigh).
I primi di gennaio dello scorso anno, tuttavia, ho ricevuto il commento di Voxdei a un mio post e da lì è cominciata la nostra preziosa amicizia..
L'unico viaggio all'estero l'ho fatto a dicembre,ad Alicante (Spagna), a cavallo tra febbraio e marzo, inseguendo l'amore...
È stato un anno davvero proficuo per lo studio (ho finito tutti gli esami della mia laurea specilistica), ma non sono riuscita a laurearmi a dicembre (ahimé) perché a detta del mio professore la mia tesi non era matura, e come dargli torto??? (Se qualcuno volesse aiutarmi la mai tesi è su Stefano Rodotà...ehehehehe)
Quest'anno AEGEE LECCE si è ridestata dal torpore dell'anno precedente... Siamo tornati a essere una famigliola di nuovo...
La primavera mi ha portato i miei due viaggetti a Torino (splendida città, preziosi abitanti); l'estate mi ha portato Raquel, mi hermanita, una persona meravigliosa che seppur lontana sento estremamente vicina. La vita a Lecce è stata tranqilla, ho respirato un ottimo clima familiare con le mie coinquiline: casa "Luceri" è più unita che mai (peccato che oggi sia l'ultimo giorno in cui ho casa!!!).
Mi mancherà Lecce nel 2009, le mie famigliole leccesi, Raquel, Cielito e il team AEGEE, Romeo...oh Romeo, Romeo, quanti bei momenti mi hai donato,che splendido mix di allegria e complicità siamo!!!...Mi mancheranno le matte risate e la comprensione al volo con Ila, i battibecchi e la confidenza con Alessandra, le telefonate di quell' Omone speciale disperso nel nord Italia...
Di cose brutte non ce ne sono tante, e seppur vi fossero state le ho rimosse, un pensiero dolce vola al mio cane Tommy; se potessi cancellerei solo il dolore della mia amica Cristina che ha perso il figlio...
Per il resto come al solito è tutta esperienza... e la vita non è bella senza quel tocco di...brio donatoci dalla grande incognita del futuro.
Quest'anno nuovo per me partirà con un po' d'ansia pre-partenza e con l' esperienza di una nuova città quale Lisbona...con l'ansia della mia tesi, lasciata un attimo in cantiere (mi auguro che aprile sia il mese giusto per la fine dei miei studi!!!)...spero di scrivere tanto (ora scrivo per un nuovo giornale on-line) e di iniziare a delinaeare il mio futuro (magari un bel lavoretto)...
Il resto sia come deve andare e che Dio guidi la mia vita e le mie scelte...
A voi tutti auguro davvero tanta serenità, e che la vita vi formi e vi forgi...Non confidate solo in voi stessi, ma ogni tanto alzate la testa per aria e fate una bella preghiera..
L'augurio più bello che posso farvi: CHE LA VOSTRA VITA SIA PIENA DI SOGNI! Credo che una vita bella non sia dettata dal raggiungimento dei sogni, ma dai sogni stessi, da quell'ardore che vi riempie l'anima...

venerdì 24 ottobre 2008

A TE, RAQUEL


Penso che questa volta la distanza non mi toccherà, sono forgiata dentro. Troppi addii, ripetizioni di sequenze, patimenti d'anima. "Tutto ha la sua fine", e rivedo i miei amici che prendono il treno, sento le canzoni cantate in aereoporto stretta in un abbraccio, con il cuore che si prepara a morire ogni giorno di più.Sono abituata.
...La verità è che non ci si abitua mai...
Ora l'ennesima partenza: Raquel, mi hermanita española, con cui ho condiviso quattro mesi stupendi e intensi della mia vita.
Me duele el corazón chiquilla. Nuestro piso no es lo mismo sin ti...Te echo de menos...
Vago in casa e sento il vuoto attorno. Sono entrata nella tua stanza e le mura ormai spoglie si sono colorate dei tuoi ricordi; mi sono seduta sul tuo letto come ogni giorno per confidarti i miei pensieri.
Metterò le tue lenzuola rosa al letto...così preserverò quel luogo tutto tuo e di Marco e ricorderò anche le sere in cui mi infilavo nel tuo letto e ridevamo o parlavamo tanto, o ancora quella sera in cui abbiamo visto il film insieme a Romeo e sentivamo che ci sono momenti che non tornano più... Quel rosa che "ti piace come arredamento ma assolutamente no per gli abiti"...
Sorrido pensando a te, mi hermanita, ahora eres un presente lleno de recuerdos...
Te quiero...

domenica 5 ottobre 2008

IL PICCOLO CARRO


Mi sveglio con l'ansia, da tempo ormai...Ma forse andrà meglio, mi dico. Stanotte mi sono svegliata, e in cucina c'era il gatto che miagolava. Aveva fame,era rimasto senza cibo. Gli ho versato i croccantini nella scodella, in balcone. D'improvviso sono stata rapita dal cielo. Il Piccolo Carro splendeva, le stelle erano di una luminosità che da tempo non scorgevo. Proprio in quel momento ho visto una stella cadente. Ho pensato fosse un segno per me e ho fatto una preghiera.

giovedì 28 agosto 2008

Summer 2008, "On the Tarantula route" AEGEE LECCE



Un grazie a tutte le persone che mi hanno emozionato...

giovedì 31 gennaio 2008

FUMO NELLA BOTTIGLIA...




Sono tornate le notti di sfogo, in cui il buio si prende via i pensieri...
Sul letto addormentate quasi Marcella e Debora, io qui a scrivere...Dopo la nostra serata alternativa a fabbricare silom artigianali...

E Vasco sempre presente...
Abbiamo scritto questa serata sulla mia agendina...Per non dimenticare..questi momenti che nessuno mai ci renderà indietro...

-[...] Il tono della serata si è dimesso...Insieme eppure sole, ognuna con i propri pensieri, la propria storia alle spalle, la prpria vita fatta da piccoli ostacoli che ogni giorno si devono superare...
Chissà...Forse Marcella penserà alla Polonia..o alla sua vita in generale,agli amori andati...
Debo forse a Marcello,forse alla sua insoddisfazione del momento, al suo passato...
Io..Mi capita di pensare a quanto la vita mi abbia cambiata in questi ultimi anni, alle persone incontrate e che mi sono rimaste nel cuore...-

Voglio mantenere nel cuore questi anni universitari...Grazie di esistere amiche...Con voi anche la serata più semplice è la più bella!!!