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giovedì 13 febbraio 2014

Preghiera

Tu, che mi abiti
scandisci luce
che mi illumini dentro.

Come mani
che cesellano intelletto
per occhi affamati

così plasmami d'amore
che duri
i respiri dei miei giorni.

Che io sia parola
sapientemente distillata
che accarezzi il cuore.

E dal centro
ognuno ti riconosca
nel proprio riflesso.

sabato 18 febbraio 2012

La spiritualità non è la religiosità. La spiritualità è dentro sé, la religiosità all'esterno. La fede risiede nel cuore ed è parte di un disegno, di una connessione umana a qualcosa di più grande, di divino. Ognuno possiede la divinità dentro sé. Le norme o la legge non servono per condannare, ma perché il meglio si compia per noi. "Peccare" non è una forma di violenza contro Dio, ma contro sé stessi, è l'allontanarsi dall'amore vero, quello che riempie. Quando si capisce questo allora si capisce il vero valore della libertà...e la bellezza del mondo...Non siamo più nella legge. La salvezza è per fede. Fede all'Amore.

venerdì 28 maggio 2010

Scrivo queste due righe per ringraziare Dio, perché mi da sempre segni della sua presenza e quando chiedo risponde... "Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto"...
In the name of Jesus...

venerdì 27 marzo 2009

PENSIERI DISORDINATI SOTTO UNA LISBONA ASSOLATA

...Che dal punto in cui sono se il Tejo si alza un po' mi ingoia...

Vedo un vecchio stanco adagiato su alcune scale con uno sguardo bambino che ha voce di casa
...come quei braccialetti multi-colore attaccati a una borsa.
Mi guarda la porta del tempio

...Che se il Tejo mi ingoia posso passare dentro quella porta...

La ragazza dal corpo esile, bianco come le pagina di una moleskine giace su una panchina guardando l'orizzonte, e quel vestitino nero le scivola addosso come una traccia d'inchiostro gettata nell'aria..
Prezioso è il sapore di una mela mangiata con tutta la buccia senza che sia lavata, mentre il sole ti accarezza la testa

...Che se nuoto dentro la porta del tempio sacro posso seguire la linea spirituale che mi conduce in alto...

Anche loro sono prossimi al Tejo, a incorniciare la vista in un'istantanea eterna. Si inginocchiano nel luogo sacro inconsapevoli..certo questa forza li piega..
Mi sorride l'estranea e non mi sento estranea
...come quei gabbiani che cambiano porto e poi si fermano sulle due colonne, come vedette del cielo a vigilare il passaggio

...Che se vado in alto posso vigilare anch'io: da lì la vista di Lisbona è ineguagliabie...

A volte manca la condivisione dell'esperienza, la bellezza di narrare e specchiarsi negli occhi curiosi dell'altro, viaggio da sola per scoprire me stessa e ci scruto la pienezza che solo gli altri possono darti

Il Tejo si gonfia
Mi preparo a esserne risucchiata
Comincia il percorso dell'ascensione..

La mia volontà

Ad oggi si decide della vita di ciascuno: "divieto di interrompere l'alimentazione forzata anche in stato vegetativo permanente, salvo che in presenza di un'anticipata volontà"...bene...ci impongono di rimanere ancorati ad una vita che non esiste, solo perché non si riesce ad accettare la morte...non è altro che un'altra faccia della stessa medaglia, è solo la fine della vita...la Chiesa si professa credente di una vita dopo la morte, della fede in Cristo. Perché allora tenere in vita un corpo che vita non ha quando c'é la promessa eterna di una salvezza dopo la morte???
Io sono cristiana, la penso diversamente dalla Chiesa Cattolica: credo nel rispetto della vita e nell'amore eterno, nella salvezza che viene per fede e non per le opere... Ma confessioni religiose a parte, qui si parla di diritti, della volontà di ognuno di poter essere ma anche di poter smettere di vivere quando non c'è più nulla da fare, acquietare un corpo infermo che potrebbe solo degenerare lentamente, come una goccia che piano piano scava sempre nello stesso punto: è una forma di tortura questa, una completa violazione dei diritti dell'essere umano.
Ci costringono anticipatamente a pensare alla morte. Ebbene..si vuole una volontà anticipata??? Lo scrivo qui e lo sottoscrivo, così che siano testimoni tutti coloro che mi leggano: voglio morire tranquilla, quando non ci saranno cure per il mio corpo, che il sonno lieve sia a prendermi. Non voglio essere nutrita per inerzia, voglio che il mio corpo segua il suo naturale percorso. Voglio che la mia anima possa girovagare libera ed essere sottile energia invisibile ma presente...AMEN
A.L.

domenica 26 ottobre 2008

QOELET (ECCLESIASTE), capitolo 3

1 Per ogni cosa c`è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C`è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

venerdì 18 luglio 2008

LA PRIMA ALBA


Immagino Dio come un pittore che ogni giorno si siede sul proprio sgabello e si interroga: "Come sarà oggi il cielo?". Intinge il pennello in enormi scatole di vernice: rosso, giallo, bianco...Comincia con le prime pennellate, distese, ampie. E' chiaro: non può che usare un pennello piatto; la sua mano è ferma, precisa. Poi inizia con i capolavori delle sfumature: qui userà una punta tonda. Ecco che il rosso si fa più trasparente, lasciando spazio allo sfondo blu. Ci sono venature bianche. A tratti è più visibile il giallo, antefatto di un sole che fa capolino dal nulla. E allora la pittura diventa maestria: in basso un sottile strato blu, poi rosso, ancor più su arancione, fino al giallo intenso. Per non parlare delle nuvole, dalle forme più strane, di quel bianco sfumato, che va mescolandosi con i colori del cielo. Tutto intorno azzurro. E' giorno, comincia a delinearsi all'orizzonte una rossa sfera infuocata. Meraviglioso sole che sembra sbucare dalle viscere della terra, lava allo stato puro, concentrazione di materia densa, incandescente. Il tempo passa e il sole impallidisce un po': da rosso si trasforma in giallo quasi bianco, è luce allo stato puro. L'arte a questo punto rasenta la magia, diventa miracolo. Dio soffia il proprio Spirito vitale sul dipinto, su quella sfera magica. Ecco che la luce è così intensa che i nostri occhi non vi si possono soffermare. Dio, soddisfatto, si fa una risata. " Dio invisibile...Ma come fate umani a non capire? Ogni mio dipinto è un auto-ritratto. Nel sole nascondo il mio volto. Se riusciste a guardare il sole poco a poco mi vedreste...Ma non potete, pena la cecità... Ecco perché ho inventato per voi il mistero della fede...Credere senza vedere...Ma è così semplice, figli miei, così semplice..."
Ride ancora, si alza in piedi, prende la sua tela gigante tra le mani, la scruta con aria soddisfatta, e appende il quadro sulla parete della propria dimora. Va via...
Alcune ore dopo le azioni si ripetono.
La tela bianca è pronta, le vernici anche... Questa è la volta del tramonto...

domenica 8 giugno 2008

RUAH

Vento, vita, Spirito di Dio...
"Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui è alito di vita [ruah hayyim]" (Gen6,17).
"Se nascondi il tuo volto (gli animali) vengono meno, togli loro il respiro [ruah], muoiono e ritornano alla polvere. Mandi il tuo spirito [ruah] e sono creati, e rinnovi la faccia della terra" (Sal 104,29-30).
Ogni vivente, quindi, in quanto tale è sotto l'azione dello Spirito di Dio che produce la vita momento per momento. Ne segue che ruah equivale sì a vita, ma con l'aggiunta di precarietà e di dipendenza. Dio solo possiede la ruah.

Lo Spirito Santo "è Signore e dà la vita".