venerdì 13 febbraio 2009

PEDRA FILOSOFAL de ANTÓNIO GEDEÃO



Pedra Filosofal

Eles não sabem que o sonho
é uma constante da vida
tão concreta e definida
como outra coisa qualquer,
como esta pedra cinzenta
em que me sento e descanso,
como este ribeiro manso
em serenos sobressaltos,
como estes pinheiros altos
que em verde e oiro se agitam,
como estas aves que gritam
em bebedeiras de azul.

eles não sabem que o sonho
é vinho, é espuma, é fermento,
bichinho álacre e sedento,
de focinho pontiagudo,
que fossa através de tudo
num perpétuo movimento.

Eles não sabem que o sonho
é tela, é cor, é pincel,
base, fuste, capitel,
arco em ogiva, vitral,
pináculo de catedral,
contraponto, sinfonia,
máscara grega, magia,
que é retorta de alquimista,
mapa do mundo distante,
rosa-dos-ventos, Infante,
caravela quinhentista,
que é cabo da Boa Esperança,
ouro, canela, marfim,
florete de espadachim,
bastidor, passo de dança,
Colombina e Arlequim,
passarola voadora,
pára-raios, locomotiva,
barco de proa festiva,
alto-forno, geradora,
cisão do átomo, radar,
ultra-som, televisão,
desembarque em foguetão
na superfície lunar.

Eles não sabem, nem sonham,
que o sonho comanda a vida,
que sempre que um homem sonha
o mundo pula e avança
como bola colorida
entre as mãos de uma criança.

NO FACEBOOK, NO MORE!

Dopo aver annunciato ai miei contatti che mi sarei autoeliminata da facebook, sono passati alcuni giorni e ieri finalmente ho premuto il pulsantino della disattivazione. Non è stato per niente facile, ho provato metaforicamente la sensazione di una specie di morte: ho immaginato i miei amici (reali e virtuali) lì, che continuavano la loro vita parallela in quel mondo, le foto che potrei vedere e che non vedrò, i commenti, e quanto altro mi ha reso schiava per mesi di "faccialibro". Ho cominciato prima con l'eliminare tutti i miei album, poi a staggare le foto in cui ero presente. Metaforicamente è davvero come proiettarsi nell'immagine del non esserci più, immaginare che sei solo una delle tante persone che non ci saranno, che gli altri continueranno senza te..Non so..è stata un'esperienza catartica, che è servita soprattutto ad "abbassare" il mio livello di egocentrismo...
Il lato negativo della questione è che ci si può reiscrivere, con un semplice click. Il nostro contatto continua a esistere in quegli enormi database, quindi oltre che a dover fare i conti con la propria psiche (facebook crea dipendenza!), bisognerebbe considerare che lasciamo tracce...
Vari sono stati i motivi che mi hanno indotto a sparire dalla comunità facebook, prima di tutti il vizio al pettegolezzo, e senza ombra di dubbio la confusione del privato con il pubblico. La cosa, estremizzata, potrebbe portare alla violazione delle scelte e dei diritti altrui...
Inoltre ci vengono offerti SURROGATI di AMICIZIE. Ci illudiamo di conoscere il mondo, di poter "dialogare" con tutti, ma l'esaltazione dura solo nei primi istanti, poi ci si rende conto di quanto si rimanga in superficie, io lascio un commentino sul tuo stato o su una tua foto e questo basta a farci rimanere amici... Sono stanca dei placebo. Mi trovo in un Paese che non è il mio e, ovviamente, mi sento sola. Non conosco molta gente e alle volte è davvero difficile fare amicizie. Sono stanca di considerarmi in un mondo che in realtà non esiste. Vivo qui, ho bisogno di incontri reali, di parlare con le persone, di scendere in profondità, di sguardi sinceri, di abbracci, di calore. Ho voglia di poter incrociare il cammino di un passante e di fargli notare che bel sole c'é, che aria magnifica si respira in questi giorni a Lisbona. I miei amici, quelli veri,sanno come rintracciarmi, anche senza facebook..e poi perché no? esiste la posta..Che bella l'emozione di ricevere una lettera, l'attesa, qualche parole intrise di inchiostro che puoi avere tra le mani e che ti riempiono la giornata, e pensare che, dall'altra parte, c'è reale intenzionalità a comunicare: comprare la busta, il francobollo, scrivere..tutti "passi" che rallentano l'immediatezza della comunicazione ma la rendono più vera.
Forse ho bisogno di autenticità di sentimenti,ora. Credo sia importante ritornare indietro, essere natura tra la natura, amare semplicemnte gardandosi negli occhi...
Ultima considerazione (ma non nell'ordine di importanza) è che davvero siamo sempre più prigionieri di sistemi informatici che ci catalogano, ci inseriscono in database, seguono i nostri gusti, le nostre preferenze. Il tutto potrebbe essere utile per confezionare pacchetti commerciali sempre più mirati, ma anche a controllarci nel vero senso delle parola. Provate a immaginare un sistema dittatoriale che può accedere ai database di facebook: sarebbe la fine della nostra autonomia anche nell'intimo... Ora ci abituiamo a essere in questi grandi raccoglitori di dati, più tardi ci abitueremo a dover lasciare le nostre impronte digitali. Ebbene: mi oppongo!

martedì 10 febbraio 2009

MATERNIDADE


Di Fernando Botero

L'ho trovata per caso, passeggiando. Si trova sopra Parque Eduardo VII.

O fado nasceu um dia



La sento la voce di questo marinaio triste, che canta e pensa al bel paesaggio che ha di fronte, aria intorno e mare..è in viaggio, e ripensa alla madre, che ha salutato...
Comincio ad abituarmi alla solitudine, mi piace sentirmi anonima, confondermi sotto il ticchettare della pioggia, seguire le vie di Pessoa e dell'inquietudine, perdermi nelle mille discese e salite, tra le viuzze delineate dalle case colorate, con il tetto spiovente...per poi giungere improvvisamente in un mirador...Ah Lisbona, la città dei sette colli,del Tejo chescorre irrequieto, della saudade, di questo meraviglioso canto...

martedì 3 febbraio 2009

C'è Tempo di Ivano Fossati

FINALMENTE LA PACE PER ELUANA ENGLARO

Manca poco ormai perché a Eluana vengano staccate le spine degli alimentatori artificiali. Leggo cose sconcertanti, gli italiani gridano "Omicidio", "Pena di morte", digiunano perché la vita di Eluana continui...Calpestano il dolore della sua famiglia, il diritto di una vita che non è più vita. Tutti parlano, attori miseri di una vicenda che non è la loro. Ma a che vita inneggiano?? Se mai si risvegliasse cosa sarebbe di questa povera anima costretta in un corpo incosciente con una corteccia cerebrale che non funziona più? E il vuoto lasciato da anni di non vita? E una vita ancora a vivere in uno stato vegetativo, in un ospedale, con le cure continue della famiglia? e che ne è della vita dei suoi cari, che per troppo tempo ormai portano addosso la pena di una vita infranta, a contatto diretto e prolungato con una morte che ha portato via la loro bambina tanti anni fa?
Perché non tacere invece, in un momento tanto delicato, rispettando una morte lieve e indolore, che tanto ha atteso di giungere?
Che sia pace per Eluana e la sua famiglia... Questa è la mia preghiera.

domenica 1 febbraio 2009


Elemosina
la vecchia signora dell'angolo
occhi di nuvole
amore in polvere.

Caduco è il tempo
le castagne sulla brace
un sorso d'amaro
e un inverno da disfare.

Macchia lo scrivano
immortalità ignote
che il freddo alimenta
in un focolare di sopravvivenza.

Ha lunghe ali
lo sguardo sconosciuto
e il corpo monco
il sentimento senza memoria.